Novizi vs Campioni: prima tappa del circuito nazionale inglese a Ringstead
Ringstead Beach, Dorset. Seconda tappa del circuito nazionale inglese di pesca in apnea. Trentasei gradi. Inghilterra.
Ho criticato le gare per anni. Poi mi sono reiscritto.
Perché gareggiare
Il regolamento britannico è quello che mi ha convinto. Poche specie ammesse, numeri massimi ridotti, misure minime impegnative: spigole da almeno 45 cm, marvizzi da 40. Non ci sono categorie. Chi è alla prima gara in vita sua gareggia fianco a fianco con ex campioni nazionali. È duro. Ed è esattamente per quello che vale la pena farlo.
Il campo gara
Ciottoli. Tanta roba in spalla. Il caldo peggiore che abbia sentito in Inghilterra. Il campo gara si raggiunge a piedi, non c’è altro modo. Già prima di entrare in acqua sei provato.
La strategia scelta è quella “casalinga”: resto nella baia di Ringstead, vicino alla battigia, invece di spingermi lontano come fanno in molti. Il ragionamento c’è. I risultati, si vedrà.
Attrezzatura: una riflessione
Qui vale la pena fermarsi un momento. In un contesto oceanico con visibilità ridotta, la moda dei roller e degli inverter non ha senso. Non qui. Quello che funziona davvero — e che in Italia è ancora poco diffuso — è la plancia da galleggiamento. Efficace, pratica, sottovalutata.
Sei ore di gara
La pesca è avara. Le foreste di alga nascondono poco o niente. Dopo ore di esplorazione riesco a chiudere sul marvizzo: due prede in misura, catturate con relativa facilità. La storia del pesce bianco è diversa. Niente pesci piatti nella sabbia. Una bella spigola si fa vedere, gira, e poi sparisce. Finisce così.
Con il passare delle ore arrivano la stanchezza e il calo di concentrazione. Niente cibo — per la prossima volta porto miele o barrette. La spiaggia è affollata, il rumore non aiuta. Esco dall’acqua con due prede. In un campo gara dove molti tornano a mani vuote o con un pesce solo, non è un disastro. Ma non è nemmeno quello che volevo.
La sicurezza non è un dettaglio
Nel mezzo di questa giornata c’è un pensiero che non riesco a mettere da parte: l’incidente al campionato italiano. Grave. L’agonismo spinge a dimostrare di essere migliori degli altri, e questo meccanismo ha un costo. Chi è competente — organizzatori, tecnici, campioni — ha la responsabilità di costruire regolamenti e sistemi di premiazione che riducano i rischi reali. Il vecchio sistema a punteggio fisso per pesce andava in questa direzione. Vale la pena ragionarci.
Il dopo
Barbecue in spiaggia. Scambio di idee su attrezzature e strategie. Poi la premiazione: vince ancora Dave. “Il grande Dave”, come lo chiamano qui, si conferma imbattibile a Ringstead.
Prossima tappa: Bognor Regis, vicino Brighton. Ci sarò.
Attrezzatura utilizzata: muta MSA ARMOR 7mm, Elastici Barracuda, plancia da galleggiamento.


